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18/12/2008

UN (discreto) Giocatore



Domenica, giorno in cui "tristezza e noia recheran l'ore", giorno che son solito passare davanti al computer, in preda alla più totale mancanza di voglia di fare qualsiasi cosa.
Soprattutto in questi giorni, dove il cielo non si è ancora stancato di far cadere pioggia, pioggia e ancora pioggia. Non è mai caduta così tanta pioggia come in questi giorni! E non si tratta di acquazzoni improvvisi destinati a sparire nel giro di poche ore: è una pioggia lenta e costante, fredda, fastidiosa, piove per 10 ore, smette per 2 e poi torna a piovere. In giro per i social network c'è chi si sta prodigando a cercare braccianti per conto di un certo Noè, che si dice sia intento a costruire un'arca...

Questa domenica però, mi aspetta una lunga giornata al tavolo da poker, il mio più importante torneo da quando ho iniziato a prendere in mano carte e fiches, tutt'altra cosa rispetto a manovrare una tastiera e un mouse.
Sono 40 gli iscritti al torneo da 250 €, alcune facce non mi sono nuove, già incontrate in qualche torneo di paese. Evidentemente i grossi premi attirano di tutto e di più, sia i veri Giocatori, sia gli appassionati di Texas Hold'em dell'ultimo minuto.

"Shuffle up and deal" e si comincia! Al mio tavolo ci sono due volti noti; uno dei due l'ho visto giocare ubriaco due giorni fa: pessime giocate, ma grande fortuna. L'altro non l'ho mai visto giocare, ma probabilmente è mio concittadino e  ha tutta l'aria di sapere il fatto suo.
Alla mia destra c'è un'avvenente giocatrice di circa 30 anni, alla prima mano si dimostra subito molto sicura di sé puntando forte, carta dopo carta; l'unico che la segue è uno dei due che conosco, purtroppo per lei non si tratta di quello che ama giocare ubriaco: infatti al river accade la catastrofe: entrambi i giocatori puntanto tutto quello che hanno, lei gira un full di 3, lui un full di donne. Prima mano e già un player out.
Qualche mano dopo si siede al tavolo un ragazzo che ho conosciuto a Lignano la scorsa estate: il classico figlio di papà con i soldi. A quanto pare o non gradisce questi ultimi oppure non ci capisce proprio tanto di poker: si scontra con il ragazzo alla mia sinistra e perde tutto, altro player out!
A questo punto mi trovo tra due fuochi: sia alla mia sinistra, che alla mia destra ci sono due "mostri" per numero di chips (ne hanno più del doppio rispetto a me e a tutti gli altri al tavolo) e iniziano a imporre il loro gioco, per cui sono costretto a chiudermi e a giocare praticamente solo quando non giocano loro.

Rosicchio un paio di migliaia in chips, li perdo subito dopo con una mano di studio, perdo quasi metà del rimanente rilanciando con una mano marginale.
Il dealer sloveno continua a distribuire le carte con maestria e precisione e si riescono a giocare un po' di mani in pochi minuti, al mio turno di grande buio invece, la seconda carta che avrei dovuto ricevere si gira (un 10), il dealer finisce il giro e nel frattempo controllo l'altra carta: un 6. Come da regolamento, il dealer raccoglie il 10 scoperto e mi dà la prima carta del mazzo: un altro 6, bene dai!
Tutti foldano, tranne il penultimo giocatore, che rilancia. Foldano anche l'ultimo e il piccolo buio, io chiamo abbastanza volentieri.
FLOP:

Non mi ricordo se ho fatto check o se ho puntato qualcosa, fatto sta che l'avversario ha puntato tutto senza pensarci troppo.
Io invece ci ho pensato, avevo un punto forte, sì... solo due 10 in mano all'avversario mi erano superiori, ma se le altre due carte mi avessero fatto perdere sarei andato a casa. Cosa poteva avere? 4/5 di colore? No... Probabilmente  A 10, sì... la chiamata ci sta, "CALL!"
L'avversario gira 88, io giro i miei due sei "E ci hai anche pensato?!?" mi fa... solo un 8 lo può salvare, ma questo 8 non scende e io raddoppio il mio stack tornando poco sopra ai 10.000 iniziali.

Intanto il torneo accoglie gli ultimi ritardatari, una signora sui 60 anni ha difficoltà ha trovare il suo tavolo, non si siederà al mio... peccato, perché aveva l'aria di un'imbranata totale (infatti è stata eliminata di lì a poco). Al mio tavolo invece arriva un altro volto noto, già visto in un torneo di paese. Non ci ho giocato contro, ma un amico mi ha assicurato che il tipo in questione (malvagio al gioco, ma simpatico come persona) è un noto bluffatore. Appena seduto, prende in mano il gioco e raccimola qualche migliaio di chips in poche mani, è il momento di contrattaccare!
Aspetto di essere dealer, per avere il vantaggio di essere l'ultimo a parlare, le mie carte, rilancio circa 4 volte il buio e tutti se ne vanno fuorché il mio uomo .
Il FLOP mi aiuta moltissimo:

infatti mi trovo sia ad avere la top pair, sia ad avere un progetto di scala bilaterale. Lui fa check, io punto, lui chiama.
TURN:
   
E' la carta che aspettavo! Una bella scala! Le tre carte a quadri mi spaventano un po', ma la paura se ne va quando il mio avversario punta 2000. Non gli leggo di certo il colore, oltretutto... è sempre in bluff!
Lo guardo e annuncio "No... rilancio a 8000".
Non ci pensa molto e mi chiama.
al RIVER:
   
E qui fa check. Io lo guardo e punto tutto, lui mi sorride e mi chiama.
Il commento del mio ipotetico concittadino (o chissà forse dove l'ho visto... ci sarà un politico che gli somiglia) è "Questa mano non l'ho proprio capita" io giro la mia scala e il bluffatore gira...
Quindi alla fine non bluffava!

Dopo qualche mano, c'è stata quella che mi ha spianato la strada verso il tavolo finale:
sono uno degli ultimi a parlare, mi vegono serviti
Prima di me c'è una donna, giovane non giovanissima, non molto alta, con occhiali e maglione (ecco i dettagli che contano!), lei rilancia fino a 2000.
Chiamo... fiducioso nei miei 10, oltre a me chiama un ragazzo nelle prime posizioni.
FLOP:

Ho un overpair, non male...
Il ragazzo fa check, la donna punta poco più di 2000. Mantengo lo sguardo fisso sul tavolo, penso... secondo me o ha una coppia alta in mano, oppure può avere il classico ASSOBANANA, con cui ha probabilmente floppato una coppia. Coppia in mano, sicuramente non di 8, 9 o  5... me l'avrebbe fatta pagare di più. Solo AA, KK, QQ o JJ potrebbero spaventarmi... se rilancio potrei far salire troppo il piatto e rimanere intrappolato tra i due giocatori... meglio chiamare soltanto. "CALL"
Il ragazzo folda e si va al TURN:
   
la donna punta subito 6300, di sicuro non ha in mano una coppia di Jack. Ostenta tranquillità, io mantengo lo sguardo fisso sul flop e cerco di guardarla con la coda nell'occhio. Niente... è ferma immobile con lo sguardo fisso sul flop.
Riguardo le mie carte: sono proprio due 10! Ma lei?
- continuo a pensare che abbia centrato una coppietta al flop e che adesso stia cercando di difenderla,
- il jack è una carta pericolosa? Potrebbe aver benissimo rilanciato con AJ, però secondo me se avesse avuto AJ non avrebbe puntato così tanto...
- non credo che tema che io chiuda colore, il flop era rainbow e ho chiamato comunque
- anche se avesse in mano qualche coppia alta, credo me la farebbe pagare di più
- sono anche in progetto di scala bilaterale, vale la pena di chiamare? 6000 sono tantini
"Sì... CALL"
RIVER:
   
Non ho chiuso scale e mi sento tremendamente nervoso... ci tenevo così tanto? Brutta sensazione. Sposto lo sguardo sullo stack della donna, non gli è rimasto più molto... meno di 3000. Quando la vedo mettere tutti i suoi resti nel piatto ormai sono convinto che i miei 10 non bastino più, avrà sicuramente un buon punto e io gliel'ho pagato fino alla fine. Eh sì, perché ormai che ho messo 2000, altri 2000 e altri 6000, non ha più senso tirarmi indietro.
"Ok, vediamo cos'ha"
Il dealer dichiara lo showdown e io mostro i miei due 10. La donna mostra... ?!?!?
Era in bluff puro!!!
Incredibile vittoria e davvero un bel piatto! In un misto tra il sollevato e l'euforico mi alzo a darle la mano, lei è parecchio delusa e dispiaciuta... E' stata coraggiosa, ma purtroppo le è andata molto male.
Ho ricevuto i complimenti dalla (splendida!) ragazza alla mia sinistra, spostata da poco al nostro tavolo, gli altri... non so cos'abbiano pensato! Incosciente io a non rilanciare o lei a puntare così?
Fatto sta che mi è andata bene! Molto...


Dopo la strada è stata in discesa: ho perso diverse mani, ne ho vinta qualcuna, ho gestito bene il mio stack. Cercavo di prendere di mira quelli corti, costringendoli a pagare caro per entrare in gioco.
Poco prima del tavolo finale, ho raddoppiato il mio stack grazie a una rischiosa (aveva solo qualche migliaio in più rispetto a me) chiamata a un mio all-in con AK. Lui aveva QQ e ci siamo trovati nel più puro dei coin-flip: il classico lancio della monetina dove o la va, o la spacca. Per fortuna la fortuna ha baciato me. E a quel punto, tavolo finale assicurato.

Nel finale non sono stato altrettanto fortunato e nonostante avessi attirato in una perfetta trappola, il mio avversario la bad beat è arrivata inesorabile.
Rimasti in 6, spillo da grande buio, l'avversario rilancia 20.000 da posizione. Tutti gli altri hanno foldato, resto solo io, chiedo un conteggio e decido per un call nonostante tutti si aspettassero un all-in.
FLOP:

Perfetto! O me la gioco adesso o non me la gioco più: sperando che l'avversario non avesse due assi (possibile, ma improbabile) faccio un bel "CHECK!" e lui... va all-in per i suoi restanti 24.000 circa!
Call istantaneo da parte mia. Lui gira e solo due carte nel mazzo lo salvano.

TURN:
   
Il turn regala al mio avversario altre 8 carte per vincere

RIVER:
   
Cerco di mantenere la calma, ma dentro di me sto bestemmiando in turco, tutti al tavolo sono neri per il mancato player out.

Nonostante tutto, resto con circa 20.000, ben poca cosa... tenendo conto che siamo in 6 e i bui sono a quota 8.000/4.000 con ante 300.

Sono player out poche mani dopo, quando mandp i miei resti con una coppia di 10 in mano, me la gioco contro la coppia di 8 dello stesso player che mi ha divorato lo stack.
Incredibile, ma vero... riuscirà a portarsi a casa anche i miei ultimi 20.000, centrando un tris questa volta al turn.

Alla fine vincerà il torneo, era destino.
postato da: scare alle ore 19:43 | link | commenti
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